I caduti Mugnanesi della guerra 1915-1918

Nella figura che ho riprodotto qui sopra (in mancanza di fotografie nitide), sono indicati i nomi dei caduti così come erano riportati sull’antico monumento, e sono 102. Dalla lapide ne mancano 15, che elencherò più avanti. In totale sono 117, morti per i seguenti motivi: 59 morti in combattimento, tra i quali 11 dispersi (rimasti ignoti), 4 per affondamento nave, 1 per valanga, 34 per malattia. 19 di quelli riportati sulla lapide non sono inseriti nell’ Albo d’oro (probabilmente morti o per malattia o per ferite dopo la fine della guerra).

Nel confrontare l’Albo d’oro e la lapide ai Caduti si sono notate delle incongruenze, che sono le seguenti:

Alcuni caduti riportati sulla lapide di Mugnano, Di Stazio Enrico di Cesare, Di Stazio Gennaro di Vincenzo (in Albo ce ne sono due), Di Stazio Gennaro fu Antonio, nell’Albo D’oro sono inseriti tutti come Di Stasio, come qui riportato:

 

Di Stasio Enrico di Cesare, nato a Marano di Napoli il 5 gennaio 1884. Soldato de 31° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, disperso il 24 novembre 1915 sul Monte San Michele in combattimento. Visse 31 anni; 10 mesi; 2 settimane; 5 giorni.

  • Di Stasio Gennaro di Vincenzo, nato a Napoli il 16 dicembre 1886. Soldato del 133° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Napoli (probabilmente non residente a Mugnano), morto il 04 dicembre 1915 sul campo per infortunio per fatto di guerra. Visse 28 anni; 11 mesi; 2 settimane; 4 giorni.
  • Di Stasio Gennaro di Vincenzo, nato a Napoli il 09 settembre 1890. Soldato del 133° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Napoli,(probabilmente non residente a Mugnano), morto il 30 luglio 1915 nell’ospedaletto di campo n° 93 per ferite riportate in combattimento. Visse 24 anni; 10 mesi; 3 settimane.

Di Stazio Gennaro di Antonio, nato a Mugnano di Napoli il 16 dicembre del 1892. Soldato del Reggimento Nizza Cavalleria (1°), appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 15 maggio 1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Sul loculo nel sacrario di Redipuglia è riportato Di Stasio Gennaro ed ha ricevuto anche l’onorificenza Medaglia d’ argento (non riportata sul monumento di Mugnano e in albo) come vedremo nella pagina “I Sacrari”. Visse 23 anni; 4 mesi; 4 settimane; 1 giorno.

Vallefuoco Raffaele di Giovanni, nato a Giugliano in Campania il 17 dicembre del 1894. Soldato del 57° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 24 aprile del 1916 sul campo per ferite riportate in combattimento. Visse 21 anni; 4 mesi; 1 settimana. Il caduto Vallefuoco Raffaele nell’atto di morte è riportato come nato a Mugnano di Napoli, figlio di Giovanni e Chiarello Teresa, e sepolto a Valcerine. Riposa nel Sacrario di Oslavia, come vedremo da documentazione fotografica.

Dalla lapide del monumento di Mugnano mancano i nomi dei seguenti 16 caduti nati a Mugnano di Napoli e ivi residenti, riportati invece nell’Albo d’Oro:

  1. Ariano Giuseppe di Marco nato a Mugnano di Napoli il 20 maggio 1895. Soldato 1° Reggimento Genio, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il16 gennaio 1916 a Ceccano per malattia. Visse 20 anni; 7 mesi; 6 giorni In atto di nascita è riportato ORIANO Giuseppe, nato il 20/05/1895 di Marco e di Rosa De Rosa.
  1. Capasso Luigi di Domenico nato a Mugnano di Napoli il 28 ottobre 1897. Soldato 84° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 15 ottobre 1917 a Borgo S. Lorenzo per malattia. Visse 18 anni; 2 mesi; 2 settimane; 5 giorni.
  2. Cimmino Antonio di Antonio nato a Mugnano di Napoli il 5 febbraio 1896, Carabiniere Legione C.C. R.r. di Napoli, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 24 ottobre 1917, disperso in combattimento. Visse 21 anni; 8 mesi; 2 settimane; 5 giorni.
  3. Cirillo Antonio di Domenico nato a Mugnano di Napoli il 08 maggio 1877. Sodato del 3° reggimento Artiglieria da fortezza, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 10 giugno 1917 a Verona per malattia. Visse 40 anni; 1 mese; 2 giorni.
  4. De Stefano Luigi di Ferdinando nato a Mugnano di Napoli il 12 febbraio 1881 a Mugnano. Soldato 169a compagnia mitraglieri FIAT, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 06 settembre 1918 in Albania in combattimento. Visse 37 anni; 6 mesi; 3 Settimane; 4 giorni.
  5. Di Micco Vincenzo di Antonio nato a Mugnano di Napoli il 08 ottobre 1892 a Mugnano di Napoli. Soldato del 133° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 23 giugno 1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Visse 23 anni; 8 mesi; 2 Settimane; 1 giorno.
  6. Fammiano Giuseppe di Pasquale nato a Mugnano di Napoli il 05 maggio 1890. Soldato del 39° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 23 luglio 1915 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Visse 25 anni; 2 mesi; 2 settimane; 4 giorni.
  7. Fioretti Giuseppe di Ferdinando nato a Mugnano di Napoli il 29 gennaio 1895. Soldato 71° Reggimento Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 29 settembre 1915 a Sarcedo per malattia. Visse 20 anni; 8 mesi; 1 giorno.
  8. Gargiulo Francesco di Antonio nato a Mugnano di Napoli il 12 marzo 1891. Soldato del 62° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 15 novembre 1917 sul campo per ferite riportate in combattimento. Visse 26 anni; 8 mesi; 3 giorni.
  9. Liccardo Vincenzo di Nicola nato a Mugnano di Napoli il 05 aprile 1900. Soldato del 10° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 30 settembre 1918 a Acquaviva per malattia. Visse 18 anni; 5 mesi; 3 settimane; 4 giorni.
  10. Liccardo Francesco di Giuseppe, nato a Mugnano di Napoli il 2 settembre del 1899. Soldato del 262° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 03 gennaio del 1918 a Modena per malattia. Visse 19 anni; 4 mesi; 1 giorno. Di Liccardo Francesco in lapide ne è riportato solo uno e manca la paternità. L’altro è Liccardo Francesco di Geremia, nato a Mugnano di Napoli il 23 maggio 1876. Soldato del 245° battaglione M.T., appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 4 ottobre 1915 ad Avellino per malattia. Visse 39 anni; 4 mesi; 1 settimana; 4 giorni.
  11. Marfella Giosuè di Antonio nato a Mugnano di Napoli il 22 agosto 1888. Soldato 157° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 25 marzo 1918 in prigionia per malattia. Visse 29 anni; 7 mesi; 3 giorni.
  12. Mauriello Raffaele di Vincenzo nato a Mugnano di Napoli il 24 ottobre 1896. Soldato del 215° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 27 ottobre 1917 sul Carso in combattimento. Visse 21 anni; 3 giorni.
  13. Miro Francesco di Sebastiano nato a Mugnano di Napoli il 06 aprile 1883. Soldato del 10° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 29 dicembre 1918 a Mugnano del Cardinale per malattia. Visse 35 anni; 8 mesi; 3 settimane; 2 giorni.
  14. Sarnataro Andrea di Tobia nato a Mugnano di Napoli il 15 marzo 1889. Soldato del 32° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 08 giugno 1917 all’ ospedaletto di campo n° 67 per ferite riportate in combattimento. Visse 28 anni; 2 mesi; 3 settimane; 3 giorni.
  15. Vallefuoco Biagio di Vito nato a Mugnano di Napoli il 09 marzo 1890. Soldato del 68° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Aversa, morto il 30 settembre 1918 nell’ospedale di campo n° 24 per malattia. Visse 28 anni; 6 mesi; 3 settimane.

I seguenti caduti non sono nati a Mugnano di Napoli e non erano appartenenti al distretto militare di Aversa, si ipotizza perciò non residenti a Mugnano, perché si veniva iscritti nelle liste di leva del comune di residenza al compimento dei 17/20 anni. Il motivo per cui siano stati inseriti sulla lapide si può far risalire al fatto che, forse, hanno preso la residenza dopo la visita di leva, o erano commilitoni/ parenti degli ex combattenti che facevano parte del comitato che compilò l’elenco, e sono i seguenti:

Albanese Filippo di (manca paternità) nato a Napoli il 17 dicembre del 1885. Caporale del 7° Reggimento di Fanteria, distretto militare di Napoli, morto il 27 giugno del 1918 a Pietrasanta per malattia. Visse 32 anni; 6 mesi; 1 settimana; 3 giorni.

Bressoni Ambrogio. L’ unico militare che si è trovato con nome simile è Bressani Ambrogio di Antonio classe 1889. Tenente del distretto militare di Milano, sottotenente di complemento nell’arma di artiglieria, promosso capitano con R.D. 12 febbraio 1928. Ancora vivente quando è stato inaugurato il monumento ai caduti di Mugnano (nel 1924).

Delle Vigne Pietro nato a Napoli il 26 dicembre del 1890. Soldato del 112° reggimento di fanteria, appartenente al distretto militare di Napoli, morto il 13 dicembre del 1917 a Napoli per malattia. Visse 26 anni; 11 mesi; 2 settimane; 3 giorni.

Montieri Luigi di Pasquale nato a Napoli il 4 settembre del 1887. Soldato del 1° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Napoli, morto il 21 settembre del 1917 nell’ospedale da campo n° 043 per malattia. Visse 30 anni; 2 settimane; 3 giorni.

Temperanza Leopoldo di (manca) nato a Napoli il 19 novembre del 1898. Soldato del 276° Reggimento di Fanteria, appartenente al distretto militare di Napoli, morto il 17 settembre del 1918 a Firenze per ferite riportate in combattimento. Visse 19 anni; 9 mesi; 4 settimane; 1 giorno.

Una degna sepoltura.

Alla fine della guerra si pose il problema di come dare degna sepoltura ai caduti. A tal proposito, con vari Regi Decreti (13 aprile e 19 maggio e 24 agosto 1919), fu creato presso il Ministero dell’interno un ufficio Cura Onoranze Salme Caduti in Guerra (C. O. S. C. G.), presieduto dal generale e senatore Armando Diaz. Con un successivo R. Decreto fu impiantato un ufficio operativo ad Udine (con sezioni distaccate a Trento, Treviso, Gorizia),  Questo ufficio gestiva 150 ufficiali, 35 cappellani militari e 7000 soldati, i quali furono incaricati della colossale opera di riordino dei cimiteri di guerra creati per seppellire i soldati caduti durante i terribili assalti delle truppe italiane. Soltanto nella zona di Gorizia erano circa 200 (Fig.1); questi furono in buona parte aboliti e ridotti a 62 cimiteri (Fig. 2), facilitando così la manutenzione e la sorveglianza di quei luoghi sacri.

Fig.1
Fig.2

La gestione dei cimiteri di guerra fu data in consegna ai relativi Comuni, i quali furono coadiuvati in questa opera da un’associazione nata apposta per questo scopo nel luglio 1919 a Trieste, denominata “LE TERRE SACRE”. Su richiesta delle associazioni dei reduci ed invalidi di guerra, nel 1921 furono emanati due Regi Decreti: uno per il rientro gratuito della salma del caduto, su richiesta dei familiari(fig. 3), e una sul trasporto a Roma dei resti di un militare ignoto (fig. 4) da tumulare nell’altare della Patria, il Vittoriano. La vicenda del Milite Ignoto sarà argomento di una prossima pagina.

Fig.3
Fig. 4

Con la presa del potere da parte del partito fascista (ottobre 1922), con il progetto di “RIVALUTAZIONE DELLA GUERRA E DELLA VITTORIA” e “per mettere in luce la fisionomia di questa nuova Italia, dal suo volto tipicamente guerriero” i fascisti si appropriarono della pietas verso i defunti, della maniera in cui si doveva elaborare il lutto e il modo in cui si doveva rendere onore ai valorosi soldati. Vennero emesse a questo scopo una serie di leggi e di circolari (significativo è il R.D. del 09 dicembre 1923 che all’art. 5 associa la marcia su Roma al monumento dei caduti vedi Fig. 5).

Le foto 6-7, estratte da una rivista di epoca fascista, chiariscono bene che il regime di Mussolini si appropriava, travisandolo, del sacrificio del soldato italiano che aveva combattuto contro l’Impero austro-ungarico per liberare l’Italia. Le foto, accostando l’Altare della Patria alla colonna di Traiano, simbolo dell’imperialismo di Roma antica, trasmettono nascosto il messaggio di volere instaurare un impero aggredendo altri popoli, che è il contrario di ciò per cui il soldato italiano aveva combattuto.

Nel 1931, “per dare una sistemazione definitiva alle salme dei Caduti in guerra”, venne promulgata la Legge del 12 giugno 1931, n. 877 pubblicata sulla gazzetta ufficiale del Regno d’Italia del 15 luglio 1931 n. 161, nella quale si decise che a tale opera avrebbe dovuto provvedere un commissario, assistito da una commissione con solo potere consultivo,   da nominarsi con un decreto del capo del governo (cioè Mussolini) di concerto con il Ministro della Guerra. Allora l’ufficio centrale (C. O. S. C. G.)  passò alle diretta dipendenza del commissario per le onoranze ai caduti in guerra  (C. O. C. G.), e si avviò la costruzione degli attuali sacrari monumentali, alcuni dei quali (quelli in cui riposano i caduti Mugnanesi) sono illustrati nella pagina “I SACRARI”.

Fig.5
FOTO 6 IL VITTORIANO IL FORO E LA COLONNA DI TRAIANO
FOTO 7 IL VITTORIANO E LA COLONNA DI TRAIANO