IL MILITE IGNOTO

  1. Amatore Paolo di Francesco
  2. Cimmino Antonio di Antonio
  3. Filogamo Francesco di Antonio
  4. Gargiulo Gabriele di Nicola
  5. Napolano Antonio di Alessandro
  6. Napolano Francesco Saverio di Alessandro
  7. Palumbo Giuseppe di Francesco
  8. Riccardi/o Francesco di Raffaele (nell’Albo D’Oro è riportato Riccardi)
  9. Riccio Alfonso di Pasquale (scomparso in prigionia)
  10. Turco Gennaro di Domenico
  11. Di Stazio Enrico di Cesare (nell’ Albo D’Oro è riportato come Di Stasio).

IL racconto degli avvenimenti

Il 9 gennaio 1878 moriva a Roma Vittorio Emanuele II, il Re che aveva realizzato l’unità d’Italia e per questo soprannominato “Padre della Patria”; fu tumulato provvisoriamente al Pantheon, poi si decise di costruire a Roma un monumento funebre dedicato personalmente al Re e, dopo varie vicissitudini, il Vittoriano (così fu chiamato) venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911 (Foto 1). Ma le spoglie di Vittorio Emanuele II non furono mai traslate nel monumento a lui dedicato.

Foto n.° 1: 4 giugno 1911 inaugurazione del monumento il vittoriano

Nella primavera del 1921 Giulio Douhet, allora colonnello del Regio Esercito Italiano, dalle colonne del settimanale “Dovere” di cui era direttore, propose di edificare un monumento pubblico al Milite Ignoto e scrisse le seguenti parole: “L’ignoto è strumentale per la costruzione di un simbolo sociologico. Solo un ignoto può essere il rappresentante di tutti. è il più umile e il dolore per gli ignoti è il dolore più grande: da quella tomba trarranno la maggior consolazione le più infelici: quelle che non seppero più nulla del loro nato, che sembrò svanire nella bufera …. La salma ignota permetterà finalmente di pensare la guerra al di là dei nomi e dei rumori: nulla si deve sapere di Lui. Fu un soldato ucciso nel compimento del suo dovere. Questo solo si deve dire di Lui. E questo è immenso. Quell’umile è una moltitudine innumerevole”

Con l’assenso di tutte le forze politiche, venne promulgata la Legge 11 agosto 1921 n. 1075 che all’art.1 recita: “Il 4 novembre 1921, nel terzo compleanno della Vittoria, alla salma non riconosciuta di un soldato caduto in combattimento nella guerra 1915-1918, sarà data, a cura dello Stato, solenne sepoltura in Roma sull’Altare della Patria”.

Circa l’esumazione delle salme, le disposizioni prescrivevano che le ricerche dovessero essere condotte “nei tratti più avanzati dei principali campi di battaglia:

San Michele, Gorizia, Monfalcone, Cadore, Alto Isonzo, Asiago, Tonale, Monte Grappa, Montello, Pasubio e Capo Sile”.

Su ciascun campo di battaglia, alla presenza di tutti i membri della commissione, doveva essere ricercata ed esumata la salma di un caduto certamente non identificabile e, per ciascuna esumazione, doveva essere redatto un verbale che precisasse tutte le cautele adottate durante l’esumazione (Foto n° 2 ).

Foto n° 2: Ricerca del soldato Ignoto

Le undici salme, infine, dovevano essere sistemate in altrettante identiche casse di legno, fatte allestire a Gorizia e traslate nella Basilica di Aquileia entro il 27 ottobre.

Il successivo giorno 28, dopo la benedizione dei feretri, la mamma di un disperso in guerra avrebbe designato la salma che sarebbe stata onorata in eterno come “Milite Ignoto”.

La bara prescelta avrebbe dovuto essere collocata all’interno di una cassa di legno.

Lunedì 3 ottobre 1921. La commissione mosse da Trento per la ricerca della prima salma.

  • La prima salma di un soldato ignoto venne rinvenuta in val Lagarina;
  • La seconda venne raccolta nella zona del massiccio del Monte Pasubio, in un piccolo cimitero a Porte del Pasubio;
  • La terza salma di soldato ignoto fu rinvenuta nella zona del Monte Ortigara;
  • Il quarto Caduto non identificabile fu riesumato nella zona del Monte Grappa;
  • La quinta salma di soldato ignoto fu recuperata da un piccolo cimitero nella zona del Montello;
  • Per la sesta salma la ricerca fu più complessa. Infatti, tra gli intendimenti della commissione v’era quello di recuperare la salma di un caduto della Regia Marina. Da Conegliano partì quindi la ricerca per il corpo; venne deciso di esumarne uno dal vicino cimitero di guerra denominato “dei cannoni” e allestito a circa un chilometro dalla prima linea in località “Ca’ Gamba”. Unica possibilità di esumare la salma di un marinaio, infatti, era quella di ricercarla in una zona in cui i marinai combatterono a terra come fanti; il corpo di un marinaio non identificato si rinvenne, per l’appunto a Ca’ Gamba.

Quindi la commissione rientrò a Udine con le sei salme. Con una cerimonia imponente i feretri furono esposti nella chiesetta di Santa Maria degli Angeli in castello. Il corteo funebre giunse a Udine su due camion, con le bare cosparse di fiori e avvolte nel tricolore. Partendo dal piazzale della stazione ferroviaria, il corteo si portò verso il centro città, accompagnato da uno sventolio di bandiere e dalle note del Piave. I feretri salirono al castello per la cerimonia ufficiale e la deposizione nella chiesetta di santa Maria degli Angeli, per ricevere l’omaggio della popolazione.

  • Nel frattempo, una settima salma, proveniente dal Cadore, era stata deposta assieme alle altre sei nella chiesetta di Santa Maria degli Angeli al castello (nell’ottobre del 1921 sul fianco E della chiesa, fu deposta una lapide a ricordo della sosta, Foto 3 e 4).
Foto n° 3: Udine Chiesetta di Santa Maria degli Angeli al castello sul fianco si nota l’epigrafe.
Foto n° 4 : Primo piano dell’epigrafe

 Il 18 ottobre le salme partirono alla volta di Gorizia; lì i feretri vennero deposti nella chiesa di Sant’Ignazio, dove sarebbero rimasti fino al giorno 28, per partire infine alla volta di Aquileia. Nel frattempo, la commissione per la ricerca di altri quattro Caduti, si era rimessa al lavoro e

  • Il giorno 20 si diresse nell’alta valle dell’Isonzo, con meta il Monte Rombon, dove fu esumata l’ottava salma;
  • I resti del nono soldato ignoto furono raccolti invece sul Monte San Michele, zona di cruente battaglie;
  • Anche i resti del decimo soldato furono esumati tra le pietraie del Carso, nella zona di Castagnevizza del Carso.
  • L’undicesima e ultima salma fu ritrovata nella zona di san Giovanni di Duino, sotto una piccola croce. Il caduto che vi era sepolto non ne consentì l’identificazione e la salma fu portata a Gorizia, nella chiesa di Sant’Ignazio, il 27 ottobre.

Il 28 mattino le undici bare vennero caricate su altrettanti automezzi e trasportate nella cattedrale di Aquileia per la cerimonia della scelta della bara da parte della vedova di guerra Maria Bergamas, di Gradisca d’Isonzo. Effettuata la commovente scelta, le altre dieci furono collocate nel piccolo cimitero militare dietro la cattedrale (foto 5, 6, 7).

Foto n°5. Interno della cattedrale ai lati dell’altare furono deposte le 11 Bare.
foto n°6: Cattedrale di Aquileia sul lato opposto dietro il campanile si trova il “Cimitero degli Eroi”.
Foto n° 7: Interno cimitero monumento dove sono tumulati i Dieci Militi Ignoti, davanti è seppellita Maria Bergamas la mamma del sodato ignoto che effettuò la scelta della bara da tumulare a Roma.

La bara prescelta venne sollevata da quattro decorati e la cassa venne posta all’interno di un’altra cassa artisticamente costruita (Foto) Il sarcofago venne posto su un affusto di cannone trainato da sei cavalli bianchi bardati a lutto ed il corteo, formatosi spontaneamente, mosse verso la stazione ferroviaria; lì la bara venne caricata, sempre sull’affusto di cannone, su un pianale ferroviario artisticamente lavorato e progettato dall’architetto triestino Cirilli.

IL SARCOFAGO TUMULATO A ROMA NELL’ALTARE DELLA PATRIA. DI LEGNO DI QUERCIA CON DECORAZIONI DI FERRO BATTUTO FORGIATO DA SCUDI DI TRINCEAE SORRETTO DA BOMBE A MANO, SOPRA UN ELMETTO UN FUCILE, LA BANDIERA TRICOLORE – OPERA DEL CAV. GUERRIERI.

Foto originale dell’epoca del pianale ferroviario artisticamente costruito.
Carro ricostruito identico all’originale per la ricorrenza del Centenario.
Affusto di cannone con la bara, ricostruzione per celebrare il Centenario.

Iniziò dunque il viaggio verso Roma. Lungo la linea e in tutte le stazioni in cui si fermava, si vedevano folle di persone in lacrime e inginocchiate con bandiere tricolore. Il Milite Ignoto giunse a Roma il 3 novembre e fu deposto nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, ex terme di Diocleziano, in piazza dell’Esedra (oggi piazza della Repubblica). Il 4 novembre, alle ore 09.00 in punto, da tutti i forti della Capitale si cominciò ad esplodere, ad intervalli regolari, salve d’artiglieria, mentre tutte le campane delle chiese di Roma iniziarono a suonare a gloria; per disposizione del Governo, in tutti i comuni del Regno, alla stessa ora, doveva essere sospeso qualsiasi lavoro e le campane dovevano suonare a gloria.

La cassa con i resti mortali del “Soldato Ignoto” venne portata a braccia fuori dal tempio e sistemata su un affusto di cannone e con una solenne marcia venne portata all’Altare della Patria, dove la sacra cerimonia continuò. Il Re che aveva effettuato tutta la marcia, pallido in volto, avanzò verso la cassa appuntando, sulla Bandiera che era deposta sopra il coperchio, la Medaglia d’Oro al Valor Militare che egli stesso “motu proprio” aveva concesso. L’Ignoto milite trovava finalmente definitiva sistemazione all’Altare della Patria, ad imperitura memoria. Sulla lastra tombale fu incisa la semplice espressione latina “IGNOTO MILITI” (AL MILITE IGNOTO).

4 novembre 1921
La foto è parte dell’album: Ministero della Guerra, Ufficio Onoranze al Soldato Ignoto. Cerimonie. Il Viaggio della Salma. La tumulazione sull’Altare della Patria. 28 ottobre-4 novembre 1921.
Roma, Museo Centrale del Risorgimento, ms.

Con il Regio decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922, il 4 novembre fu dichiarato festa nazionale.

Cartolina commemorativa del Milite Ignoto “edita dal Comitato Esecutivo per le Onoranze al Soldato Ignoto, viene posta in vendita al prezzo di Lire una, e l’utile netto sarà interamente devoluto agli orfani di guerra. L’acquisitore, separate le due parti della cartolina, può trattenerne una per sè, ed impostare l’altra […] dopo avervi apposto, a tergo, la propria firma, accompagnata, se crede, da un suo pensiero. Tutte le cartoline così impostate, giungeranno al Comitato Esecutivo, che ne curerà la raccolta e la conservazione. […]”

L’unica cartolina spedita da Mugnano al museo nel 1921-1923 fu la cartolina a lato del signor Montieri, Nicola:
Al Signor Nunzio Montieri, Masseria Rossa Mugnano di Napoli Montieri Nicola